Il centro protesico di Amman è dedicato a Paola Biocca.
Paola Biocca, è scomparsa tragicamente il 12 novembre 1999 nel corso di una missione umanitaria in Kosovo come portavoce del WFP (World Food Programme). Dalle mine ai diseredati del mondo, Paola aveva lavorato per Amnesty International, Greenpeace e per la Campagna Italiana Contro le Mine per la quale aveva anche contribuito ad organizzare l’importante conferenza “Dalle mine al cibo: sminare la strada allo sviluppo”. Il suo romanzo “Buio a Gerusalemme” ha vinto il premio letterario Calvino. Paola Biocca ha sempre svolto con passione il suo lavoro di ufficio stampa del World Food Programme (Programma alimentare mondiale, Pam).
“Bisogna stare dalla parte dei poveri, dei diseredati, di chi non ha nulla. Dobbiamo parlare di loro perche’ il mondo sappia, perche’ la gente si senta coinvolta, perche’ le tragedie non passino nel dimenticatoio” in queste parole l’essenza dell’agire e del sentire di Paola. Chi ha avuto la buona sorte di incontrarla sul suo cammino sa che nella visione del mondo di Paola, nelle corde del suo agire il termine solidarietà era un fatto e non una semplice aspirazione”. Giuseppe Schiavello, Direttore Campagna Contro le Mine.
Il progetto è di:

Campagna Contro le Mine antipersona Onlus (Roma)
La Campagna Internazionale per la Messa al Bando delle Mine raccoglie oltre 1.000 organizzazioni di 60 paesi e rappresenta una coalizione senza precedenti di realtà attive nel campo dello sviluppo, dei diritti umani, dell’ambiente, del disarmo, del mondo religioso, che lavorano a livello locale, nazionale, regionale ed internazionale per la definitiva messa al bando delle mine terrestri, ordigni di distruzione di massa; rivendicare la costituzione di un fondo ad hoc per le azioni di sminamento ed assistenza alle vittime ed invocare l’impegno dei paesi produttori di mine a favore della bonifica dei territori contaminati del pianeta.
You Able ETS (Milano)

You Able è un’Associazione nata nel 2012 per tutelare le persone con una disabilità in Italia e all’estero. L’Associazione nasce unendo le esperienze in materia di riabilitazione medica e comunitaria, supporto peer-to-peer ed empowerment delle persone con una disabilità nei rispettivi paesi.
Life Line Consultancy and Rehabilitation (Amman)

Associazione fondata nel 2007 da Kamel Saadi, ha la missione di aiutare le vittime di mine a recuperare la loro fiducia in sé stessi e a raggiungere i loro obiettivi utilizzando le proprie capacità, come membri attivi e indipendenti della società .
KAMEL SAADI All’età di 14, è stato amputato a causa di una mina. Il 16 marzo, 1979 Saadi era ad un pic-nic con la famiglia e gli amici nei pressi di Umm Qais, una zona lungo il confine giordano-israeliana contaminato con le mine da anni ’60 e ’70. Un passo su una roccia che nascondeva una mina, otto ore dopo, i medici amputano il piede. Nel 1985, ha compiuto gli studi universitari a Los Angeles ed è tornato a casa, un terzo intervento amputa otto pollici sotto il ginocchio. Ispirato dalla sua esperienza e quella di altri sopravvissuti, ha fondato Life Line Consulting and Rehabilitation nel 2007 per fornire assistenza ai sopravvissuti dalle mine e alle altre persone con disabilità. LLCR è un’organizzazione non-profit giordana che assiste i sopravvissuti, fornendo supporto fisico, emotivo ed economico, promuove attività di formazione rispetto a rischi delle mine, svolge attività di sostegno.
“ Dice Saadi, “Il nostro stile è basato sulla semplicità, interazione diretta, coinvolgendo
competenze professionali in base a specifiche esigenze, e la fornitura di bisogni immediati; un abbraccio o una stretta di mano possono essere spesso un bisogno immediato.”
Approccio e principi
La riabilitazione è un processo che ha come obiettivo migliorare la qualità della vita delle persone. Questo significa, nel nostro caso specifico, non raggiungere il risultato dando all’utente che ha subito un’amputazione un ausilio che gli consenta di muoversi, ma una presa in carico della persona amputata che prevede di accompagnarla e sostenerla nel recuperare la propria autonomia e indipendenza e nel reinserirsi nel tessuto sociale, assitendendola nel percorso fisico riabilitativo, offrendo un supporto sociale che trova fondamento nell’approccio peer-to-peer.
Il Centro ortopedico di Amman è un progetto pilota di tre organizzazioni: Life Line Consultancy and Rehabilitation (Giordania); Campagna Italiana contro le Mine anti persona; You Able Onlus.

Storia del progetto
L’inizio, il Natale 2013: incontro tra la Campagna Italiana Contro le Mine e You Able Onlus. Le due organizzazioni, con esperienza e volontà di agire per sostenere le persone con una disabilità, si confrontano sulla situazione dei rifugiati siriani e sulle modalità possibili per prestare aiuto. Immediatamente si pensa alla Giordania, paese pacifico al centro di un’area di conflitti e tensioni ove la Campagna Mine ha già portato avanti alcune iniziative. Più di 600mila siriani sono fuggiti dalla guerra siriana, si stima che il 20% sia nei campi rifugiati mentre l’80% popoli le aree urbane, cercando aiuto, casa, risorse, assistenza. 10,81 milioni di persone (Department of Statistics in the Kingdom of Jordan, 2020): 6,6 milioni (69,39%) giordani, 2,9 milioni (30,61%) non giordani: egiziani, palestinesi, siriani, iracheni, yemeniti e libici sino a 57 diverse nazionalità che la Giordania ospita.
La Campagna Contro le Mine presenta il futuro terzo partner, Life Line Consultancy and Rehabilitation, Associazione giordana fondata nel 2007 da Kamel Saadi per dare assistenza alle vittime di mine. Dall’incontro viene dato inizio ad uno studio di fattibilità relativamente alla possibilità che si presentano nell’unire le competenze e l’esperienza delle tre diverse organizzazioni.
Ripercorriamo le principali tappe del progetto (segue pagina).



